Locale: come addestrare un Android a comportarsi nella maniera corretta a seconda delle situazioni.

December 5th, 2009 by Umandroide Leave a reply »

Nel marzo 2006, il giudice Robert Restain incarcerò 46 persone dopo che un cellulare squillò nella sua aula a New York e nessuno volle ammettere la propria responsabilità

La frase citata qui sopra campeggia in bella vista a mo’ di slogan sulla pagina di TwoFourtyFourAM, la software house che ha sviluppato Locale, a testimonianza dell’effettività utilità di questa app che, senza timore di smentita, giudico essere il più importante e completo tool mai realizzato per uno smartphone.

Locale è un’applicazione realizzata per Android e solo per Android: chi possiede un iPhone può scordarsela, anche per motivi strettamente tecnologici. Infatti la localizzazione via GPS è arrivata solo recentemente sui “melafonini”, e l’incapacità del prodotto di Apple di eseguire applicazioni in multitasking è una restrizione invalidante per la realizzazione di un prodotto del genere.

Ma cosa fa di così stupefacente Locale? Nulla di inimmaginabile, infatti erano anni che aspettavo che ne venisse realizzata una simile per un dispositivo portatile. Locale fa solo cose estremamente utili e, come nel caso citato dallo slogan, talvolta indispensabili: una volta configurata ad hoc vi permetterà di addestrare il vostro smartphone perché questo si comporti nella maniera giusta a seconda della situazione.

In pratica, permette di variare, automaticamente e senza intervento manuale, il comportamento dell’Android a seconda del variare delle condizioni in cui esso si trova. Facciamo qualche esempio pratico.

Situazione 1: tutti gli esseri umani dormono. Gli androidi non dormono mai,  e del resto non hanno bisogno di riposarsi né è richiesto loro di farlo. Ma la convivenza tra queste due specie così differenti può essere difficile: se l’uomo vuole dormire ma desidera comunque tenere attivo il proprio fido compagno perché, per esempio, possa ricevere una telefonata se una persona cara ha bisogno di aiuto anche a notte tarda, normalmente è costretto a tenere acceso il telefono tutta la notte. Ma questo significa che se un ipotetico amico nottambulo del nostro uomo dovesse decidere di invitarlo ad un party inviandogli un SMS a notte inoltrata, il nostro verrà svegliato dal proprio sonno ristoratore dal trillare del messaggino. E seppur l’invito fosse invitante, non sarebbe certamente un caso di emergenza.

Situazione 2: a tutti piace udire con chiarezza lo squillo del proprio telefonino, e soprattutto al nostro uomo la cui felice vita sentimentale è stata da poco incrinata da uno di quei momenti che mettono a dura prova l’equilibrio psichico. La donna del nostro uomo l’ha lasciato, con la promessa che si farà risentire lei quando sarà pronta. Così l’uomo ansioso piazza la suoneria al massimo e impone allo smartphone di cantare a squarciagola l’ultimo successo della Pausini nel caso che l’amata decida finalmente di rifarsi viva. In questo modo, che lui si trovi in casa, in auto, al supermercato, o in ufficio, potrà corrrere verso l’Androide e rispondere ansimante alla chiamata. Ma c’è un effetto collaterale: anche i colleghi udranno gli strilli della Pausini, e si sa che i colleghi sono sempre molto sensibili ai suoni dei telefonini altrui. Pare che gli omicidi dovuti a squilli continui e indesiderati di telefonini con suonerie insopportabili vengano coperti da un muro di silenzio che vacilla tra omertà e solidarietà.

Situazione 3: al nostro amico umanoide piace essere connesso in Wi-Fi quando è in casa propria, e anela alla persistente connessione in GPRS quando è in viaggio. Ma le leggi della fisica sono quegli ostacoli che impediscono al progresso tecnologico di evolversi secondo una curva esponenziale, così la durata della batteria, nonostante gli sforzi dei progettisti, è uno dei problemi che attanaglia i dispositivi mobili fin dalla loro prima apparizione. E l’attivazione dell’antenna Wi-Fi, la connessione costante ad una rete HDSPA, e la sincronizzazione immediata con i servizi di mail, calendario e news non aiutano di certo lo smartphone a risparmiare energia: di norma, sono feature che, per il solo fatto di essere attivate anche senza essere effettivamente in funzione, consumano più corrente di una normale telefonata. Così il nostro uomo in viaggio dalle sei del mattino rimarrà costantemente aggiornato sugli sviluppi della politica internazionale fino a mezzogiorno circa. Dopo quell’ora, sua moglie non potrà neanche più chiamarlo per chiedergli “Caro, butto la pasta?”, in quanto sarà irrimediabilmente irraggiungibile.

Queste tre situazioni, inventate a caso tra le decine di altre in cui Locale potrebbe rivelarsi utile, non sono dei veri e propri drammi sociali in quanto sarebbe sufficiente che il nostro uomo si ricordasse, rispettivamente: di disattivare l’avviso di ricezione degli SMS alla sera prima di andare a dormire e di riattivarlo al mattino al risveglio; di abbassare il volume della suoneria quando entra nell’ufficio popolato dai colleghi poco avvezzi all’inquinamento acustico e di alzarlo nuovamente all’uscita; di spegnere la Wi-Fi quando esce di casa, di attivare il GPRS quando è nei pressi dei posti dove è in grado di ricaricare la batteria, nonché di riaccendere il Wi-Fi quando rientra in casa e di disattivare il GPRS quando si trova in viaggio in treno per lunghi tragitti.

E se, invece, all’uomo dovesse succedere di dimenticarsi di impostare manualmente queste regolazioni nei casi in cui la situazione lo rendesse necessario? Cosa succederebbe se il trillare della voce della Pausini irrompesse durante la dimostrazione della sua ultima campagna di marketing al proprio miglior cliente, o se la batteria dovesse scaricarsi all’improvviso mentre si ritrova in panne sulla Salerno-Reggio Calabria, o ancora se un SMS dovesse svegliarlo alle quattro di notte quando si è addormentato solo un’ora prima e il risveglio è previsto alle sei del mattino? Un po’ come è accaduto alle 46 persone incarcerate dal giudice Robert Restain, la sola presenza di un telefonino poco intelligente potrebbe rivelarsi una vera e propria iattura.

Qui interviene Locale: con questa app il nostro uomo potrà programmare l’Android a comportarsi diversamente a seconda degli eventi, utilizzando gli strumenti in grado di rilevare le differenti situazioni in dotazione a tutti gli smartphone di Google: l’orologio o il calendario, il localizzzatore di posizione GPS (o quello GPRS), il misuratore di capacità della batteria, oltre ad altri disponibili tramite estensioni appositamente disegnate per Locale ed in continua espansione. Configurando le diverse situazioni tramite la semplice interfaccia di gestione di Locale, anche e soprattutto in maniera combinata, si potrà addestrare l’Android ad eseguire tutti i compiti necessari: disattivare l’avviso degli SMS a mezzanotte e riattivarlo alle otto; disattivare la Wi-Fi quando ci si allontana da casa e ribilitarla quando si è nei pressi; abbassare il volume della suoneria quando si entra in ufficio; spegnere la connessione GPRS e la sincronizzazione dati quando la batteria è sotto al 50% di durata; ecc. ecc. E una volta impostate le regole delle diverse situazioni e attivato Locale, che lavora silenziosamente in background nel sistema, l’uomo sarà libero da ogni incombenza, e l’Android potrà vivere felicemente con lui.

Locale è scaricabile dal Market senza dover sborsare un centesimo e, insieme ai suoi moduli di estensione in continua evoluzione (alcuni dei quali gratuiti ed altri invece a pagamento) diventa uno strumento potentissimo al quale è difficile rinunciare una volta che si siano saggiate le sue capacità. Più che un’applicazione, è un’estensione del sistema operativo realizzato per essere a sua volta ampliato nelle funzionalità. Anzi, la sua versatilità in continua variazione è una caratteristica che così insita nel sua DNA che gli autori hanno predisposto un’apposita sezione sul sito, realizzata con UserVoice, per chiedere suggerimenti agli utenti su nuove idee e su quali nuove implementazioni debbano avere la priorità: iscrivendosi ed intervenendo su Locale Feedback ognuno può comunicare le proprie visioni su quali nuove funzionalità debbano essere incluse nel software, ed esprimere il proprio parere su quelle altrui. Le più interessanti saranno realizzate, naturalmente a discrezione degli sviluppatori. Per esempio: una tra le più interessanti attualmente in discussione, è un nuovo tipo di situazione legato all’agenda al fine di permettere, giusto per citare un esempio di utilizzo, il silenziamento del telefono durante le riunioni di lavoro precedentemente impostate su Google Calendar: vedere a tal proposito l’idea Select Calendar event by Wildcard

E se qualcuno volesse disegnarsi un proprio plugin? Oltre al classico Android SDK da utilizzare dopo aver consultato l’esplicativa pagina Locale Developer, qualcuno ha pensato di facilitare la vita per chi avesse semplici necessità da implementare con strumenti di sviluppo più rapidi: Linux Magazine ha scritto al riguardo un utile tutorial per realizzare un plugin per Locale, in grado di aggiornare il proprio stato su Twitter al verificarsi di determinate situazioni, realizzato con un linguaggio di programmazione tra i più semplici e versatili disponibili: Python. Writing an Android Twitter Client with Python è una semplice indicazione su come realizzare una funzionalità del genere, il resto è lasciato alla fantasia degli sviluppatori o aspiranti tali.

Per chi è invece un semplice utente e non ha velleità da programmatore Android, i plugin di Locale sono parecchi e coprono le esigenze più disparate: per avere un’idea di quanto disponibile, basta aprire il Menu e cliccare sull’opzione “Scarica Plugins” che provvede ad effettuare una ricerca sul Market con le giuste parole chiave.

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