Archive for the ‘App’ category

CallTrack – il log delle tue telefonate su Google Calendar

May 9th, 2010

Quand’è l’ultima volta che ho sentito per telefono quella determinata persona? Chi è che mi ha chiamato domenica mattina alle 8.00 mentre stavo ancora dormendo? Perché due settimane fa il mio telefono risultava occupato per un’ora intera nel pomeriggio?

Non saranno sicuramente domande di vitale importanza, in senso generale. Ma talvolta poter rispondere ad una di queste potrebbe essere utile e facilitarci la vita. Qui viene in aiuto l’integrazione tra il sistema Android, i tool di Google, e una semplice ma efficace App come CallTrack che, in parole povere, esporta i log di tutte le telefonate effettuate o ricevute sotto forma di time-slot su Google Calendar, specificando inizio, durata e fine della comunicazione, oltre naturalmente al nome del contatto (o del numero di telefono, in assenza di questo) che chiama e che riceve.

CallTrack su AppBrain

CallTrack Home Page

Handycalc: la calcolatrice che suggerisce

April 13th, 2010

Handycalc è una calcolatrice dotata di un sistema “preemptitive”, in grado cioè di anticipare e suggerire le azioni da compiere tra le altermative possibili. L’utilizzo è piacevole, anche grazie ad un’interfaccia minimale ed estremamente efficace.

La calcolatrice è un accessorio ormai scontato su ogni dispositivo dotato di interfaccia grafica, ma Handycalc spicca per le sue doti “originali” rispetto alle alternative.

Handycalc su AppBrain

AppAware: il social network per l’Android Market

April 1st, 2010

Il Market di applicazioni di Android è comodo, non c’è che dire: categorizzazione, ordinamento per le applicazioni più recenti, ricerca automatica degli aggiornamenti. Ma come districarsi tra le migliaia di App disponibili? Voti e commenti aiutano, certo. La consultazione dei forum dedicati anche, ma AppAware è qualcosa in più: un vero e proprio social network delle applicazioni. Installi un’app, e lui condivide il tuo gesto con tutti gli utenti. La rimuovi, e anche gli altri lo sapranno. E non manca la classifica: qual’è l’app più scaricata della settimana? E dell’ultima ora? O ancora: che app stanno utilizzando le persone (materialmente) più vicine a te? La connessione a twitter completa l’opera: ogni variazione del software verrà trasformata e condivisa in un tweet, allargando ancora di più la cerchia dei potenziali interessati.

AppAware è disponibile sul Market, gratuitamente.

Qwerted, una tastiera touch che si ridimensiona

February 8th, 2010

Diciamoci la verità: la tastiera touch non è il dispositivo più comodo del mondo per l’inserimento di testi in uno smartphone. Il problema più grosso – insormontabile – è quello della mancata sensazione tattile alla pressione del tasto, fattore che induce in errori e soprattutto ne impedisce l’uso “ad occhi chiusi”. L’altro problema, che viene affrontato da Qwerted in una maniera originale, è quella della dimensione della superfice delle aree che rappresentano i singoli tasti.

Qwerted funziona così: sfruttando la capacità predittiva dei testi del dizionario di Android, propone la lettera successiva alla parola che – si presume – l’utente stia scrivendo in un formato più grande, in maniera da rendere più facile la pressione. Di contro, azzeccare la posizione di una lettera differente da quella presunta sarà più difficile. Tuttavia escludere che una persona dopo aver premuto la lettera “Z” possa pensare di proseguire con una “W” è una buona cosa, quindi l’idea sembra buona. A chi spenderà i 99 centesimi di euro necessari per l’acquisto l’ardua sentenza.

Qwerted home page.

Locale Beta è morto, viva Locale o urrah per Setting Profiles?

February 4th, 2010

Locale, una strepitosa e utilissa App di cui ho già parlato ampiamente nel mio primo primo vero e proprio post di recensione, con l’uscita della versione 1.0 è diventata a pagamento. I 10$ richiesti per installare la versione non-beta di un’App che ha vinto uno dei premi messi in palio da Google per l’ADC sono un po’ controversi, soprattutto se,  come è successo a me, si è utilizzata la versione beta gratuitamente per diversi mesi. Inoltre tutti i profili e le impostazioni faticosamente regolati durante tutto questo tempo andranno persi con l’aggiornamento alla versione 1.0 poiché non è prevista la migrazione in fase di upgrade. La mancanza di tempo da dedicare nuovamente alla regolazione dei profili mi ha fatto rimandare l’acquisto che avevo già messo in conto nonostante qualche perplessità sul costo (tra i più elevati nell’Android Market). Ieri, tuttavia, la versione beta è scaduta, provocando diversi effettti collaterali:
- ho perso tutte le impostazioni e anche l’occasione di potermele annotare per effettuare una migrazione manuale alla versione 1.0
- la sera dopo la scadenza, arrivato a casa, non ha attivato automaticante il Wi-FI e disattivato la sincronizzazione, causando il consumo di tutto il traffico residuo, quindi il consumo di tutto il credito residuo, quindi impedendo il rinnovo automatico della Maxxi Internet 10 che scadeva proprio in quel giorno, lasciandomi completamente a piedi e con 20 euro in meno.
- il mattino dopo la scadenza della versione beta i volumi non sono stati ripristinati, la sveglia non è suonata, e io ho fatto tardi in ufficio
- vista l’irritazione per quanto accaduto ho iniziato a guardarmi attorno se vi fosse un’alternativa.

L’alternativa c’è, e l’avevo twittata qualche tempo fa in attesa di provarla in maniera più approfondita. Ora è giunta l’occasione:

Setting Profiles

SP è un concorrente reale di Locale e ha esattamente lo stesso obbiettivo, quello di programmare i comportamenti dell’Android in maniera da modificarne alcuni aspetti a seconda della situazione in cui si possa trovare. Per riassumere quanto già raccontato nell’articolo già citato, ciò che si può fare con Setting Profiles e Locale è far sì che l’Android:
- abbassi la suoneria quando si entra in ufficio
- alzi la luminosità dello schermo quando si è fuori casa
- spenga la notifica degli SMS quando ci si trova in casa ed è mezzanotte passata
e così via: le combinazioni sono veramente elevate.

Cosa differenzia Setting Profiles da Locale?

- il prezzo: Setting Profiles costa 2,95$, Locale 10$
- il numero di features incluse di default: Setting Profiles ne include un numero maggiore, di cui alcune, come il Manual Mode temporizzato, che su Locale sono allo studio ma non sono state implementate
- la mancanza di plugin aggiuntivi per situazioni ed eventi, che invece è la filosofia su cui si basa Locale (una sorta di framework)

In soldoni: non ho ancora deciso quale acquistare. Molto dipenderà dalla pesantezza delle rispettive applicazioni che, a mio parere, come funzionalità sono quasi equivalenti.

AGGIORNAMENTO:

si scoprono strani scheletri nell’armadio di Locale: sembra che questa app invii informazioni relative all’uso che l’utente fa del proprio telefono ad un’entità terza parte:
Locale sending reports to flurry.com ???

Per approfondire:

Setting Profiles home page

Locale home page

remoteSMS – una tastiera in più per comunicare

January 18th, 2010

Le tastiere touch non sempre sono il mezzo più adatto per scrivere, soprattutto quando l’argomento si rivela lungo e magari necessita anche di parole non riconosciute dal vocabolario, dando luogo ad un’estenuante lotta con lo stesso per convincerlo a scrivere esattamente quello che volete voi.

Non so perché, ma nella maggior parte dei casi in cui mi capita di trovarmi in questa situazione, sono davanti al PC, così ho sempre pensato: perchè non dovrei poter utilizzare per scrivere l’immensa tastiera Qwerty del mio desktop?

In effetti non c’è nessun motivo per non utilizzarla: remoteSMS è stato creato proprio per questo.

L’utilizzo è estremamente semplice:

- via WiFi: se il vostro PC e il vostro Android sono collegati sulla stessa rete (tipica situazione casalinga), è sufficiente avviare remoteSMS e dal PC accedere alla pagina http://android-ip-address:8080 dove per android-ip-address si intende l’indirizzo ip che il vostro telefono ha acquisito sulla rete locale.
- via USB: se il vostro PC e il vostro Android non sono collegati sulla stessa rete (tipica situazione da ufficio) è necessario un passo in più: bisogna infatti installare sul PC l’Android SDK corrispondente alla versione di Android presente sul vostro telefono, e dopo aver collegato il telefono al cavetto usb eseguire il seguente comando da un terminale (per ulteriori informazioni fare riferimento al manuale di Android Debug Bridge se avete poca dimestichezza con lo strumento):
adb -d forward tcp:8080 tcp:8080
una volta eseguito questo comando potete accedere all’interfaccia web di remote SMS tramite il seguente indirizzo: http://127.0.0.1:8080/

remoteSMS è disponibile nella versione lite (gratuita) e full (a pagamento) che permette anche la consultazione degli SMS direttamente sul browser.

Space Physics – un gioco “touch”

January 17th, 2010

Premessa: non sono un vero appassionato di giochini, o meglio non di tutti. Il lato ludico della tecnologia mi ha sempre appassionato per la possibilità di simulare la realtà, rendendo possibile la sperimentazione di situazioni verosimili senza i rischi connessi, ma per il resto, salvo alcune nobili eccezioni, i videogames mi hanno sempre annoiato. Figuriamoci quelli fatti per girare su apparecchi che stanno sul palmo di una mano, che devono per forza di cose rinunciare ad uno degli elementi affascinanti del genere: la spettacolarità della resa grafica.

Ci sono però alcune eccezioni anche nei videogiochi per palmari o smartphone. Space Physics è uno di questi: non solo appartiene al genere che prediligo, ovvero quello delle simulazioni, ma sfrutta anche una delle peculiarità di Android rispetto al normale PC: l’uso del touchscreen, sfruttandolo esattamente come l’elemento principale dell’interfaccia.

L’obiettivo del gioco è molto semplice: consiste nello spingere una pallina a dirigersi verso una stellina fino a toccarla, tutto questo utilizzando alcuni semplici elementi della fisica: forza di gravità e attrito, fondamentalmente.  Per innescare il movimento, e deviare il percorso della pallina, il giocatore non deve far altro che disegnare con il dito delle forme geometriche (linee, poligoni, sfere) in grado di influenzare i movimenti del soggetto. Per esempio: far precipitare una sfera dall’alto in modo da catapultare la pallina verso l’alto dirigendola verso la posizione della stellina è uno dei modi per raggiungere l’obbiettivo. Ma anche disegnare una sorta di martello in grado di lanciare la pallina a mo’ di mazza da golf è lecito.

Il gioco è semplice, da sfogo all’immaginazione, non è sincopato (c’è tutto il tempo per decidere, anche se il punteggio alla fine viene determinato dal tempo in cui si risolve il puzzle) e soprattutto è originale.

Esiste nella versione Lite, con pochi schermi da superare, e in quella Full dal costo di 2.99$ (circa 2€) con 80 situazioni differenti.

A mio parere: fino ad oggi il miglior gioco per Android disponibile sul Market.

Space Physics Lite
Space Physics Full

Tap Tap Keyboard

January 13th, 2010

Tra le mille varianti di tastiere touch con tutte le loro variazioni sul tema (Qwerty, Querty compatta o Numpad-style, con T9 o meno) la Tap Tap Keyboard è una delle poche ad avere qualcosa di differente.

Gli elementi che la contraddistinguono sono:

- un layout completamente differente dei tasti
- la presenza di tre sezioni distinte e ben evidenziate che raggruppano le lettere che più comunemente sono utilizzate nella stessa parola
- l’occultamento di due lettere (la “G” e la “N”) giudicate come le meno utilizzate, che permettono di liberare spazio utile per la dimensione degli altri tasti
- la incredibile sensibilità al tocco (da qui il nome “tap tap”) che rende molto precisa la scrittura.

Io l’ho provata e, sebbene l’iniziale sconcerto del layout all’inizio mi abbia lasciato perplesso, la cosa che più mi ha colpito è l’estrema precisione al tocco, quindi ho deciso di tenerla un po’ di tempo in più per approfondirne l’uso: nella descrizione è dichiarata una settimana di utilizzo per godere appieno dei suoi vantaggi, vedremo.

Intanto non è esente da difetti: il primo tra tutti è il layout che è ottimizzato sì, ma tenendo conto della lingua inglese: se è vero che la “Z” è una lettere probabilmente poco utilizzata in tutte le lingue, per l’Italia la “G” è sicuramente più utilizzata della “Y”, ma anche della “W” o della “K”. Un’ottimizzazione che internazionalizzi le scelte sarebbe auspicabile, probabilmente anche relativamente al raggruppamento dei tasti. Sarebbe interessante conoscere a quale principio si ispira questa ottimizzazione.
L’altro problema è la mancanza del suggerimento delle parole: sebbene la precisione del tocco dei tasti renda meno necessaria questa feature delle tastiere touch disponibili su Android, il poter avere la possibilità di un controllo del genere non sarebbe sicuramente un danno.

Questo software è comunque esplicitamente in fase beta, tantopiù che gli sviluppatori richiedono suggerimenti sulle feature.

Raccolgo l’invito e lo rigiro ai lettori di mandroid: scaricatela, usatela, e scrivete allo sviluppatore. Potrebbe diventare una vera rivoluzione.

Qualche video sull’utilizzo:

Tap Tap 1
Tap Tap 2
Tap Tap 3

Locale 1.0 release!

December 23rd, 2009

Locale 1.0 è arrivato nel Market.

Le differenze sostanzali dalla versione beta precedentemente in circolazione sono due:

- l’interfaccia e il motore sono stati completamente ridisegnati
- l’applicazione ora è pagamento (ma parte del ricavato andrà in beneficenza)

Changelog

Più avanti un’analisi approfondita del nuovo Locale. Per adesso: buon Natale a tutti!

Locale: come addestrare un Android a comportarsi nella maniera corretta a seconda delle situazioni.

December 5th, 2009

Nel marzo 2006, il giudice Robert Restain incarcerò 46 persone dopo che un cellulare squillò nella sua aula a New York e nessuno volle ammettere la propria responsabilità

La frase citata qui sopra campeggia in bella vista a mo’ di slogan sulla pagina di TwoFourtyFourAM, la software house che ha sviluppato Locale, a testimonianza dell’effettività utilità di questa app che, senza timore di smentita, giudico essere il più importante e completo tool mai realizzato per uno smartphone.

Locale è un’applicazione realizzata per Android e solo per Android: chi possiede un iPhone può scordarsela, anche per motivi strettamente tecnologici. Infatti la localizzazione via GPS è arrivata solo recentemente sui “melafonini”, e l’incapacità del prodotto di Apple di eseguire applicazioni in multitasking è una restrizione invalidante per la realizzazione di un prodotto del genere.

Ma cosa fa di così stupefacente Locale? Nulla di inimmaginabile, infatti erano anni che aspettavo che ne venisse realizzata una simile per un dispositivo portatile. Locale fa solo cose estremamente utili e, come nel caso citato dallo slogan, talvolta indispensabili: una volta configurata ad hoc vi permetterà di addestrare il vostro smartphone perché questo si comporti nella maniera giusta a seconda della situazione.

In pratica, permette di variare, automaticamente e senza intervento manuale, il comportamento dell’Android a seconda del variare delle condizioni in cui esso si trova. Facciamo qualche esempio pratico.

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